Lo STATUTO

 

 

BREVI CENNI STORICI

 

L’Associazione Le Radici del Futuro-Verso gli Ecomusei Piceni- nasce il 10 Febbraio del 2010 dopo un periodo di elaborazione di alcuni contenuti che un territorio dovrebbe avere per un sano sviluppo e dopo un intensa attività di Ricerca sul campo in materia etnomusicologica compiuta sotto l’egida di una associazione denominata Dea(DemoEtnoMusicologia) Picena. Le esperienze condotte nel nostro territorio provinciale ci hanno fatto maturare l’importanza delle popolazioni custodi della loro memoria tradizionale nello sviluppo di luoghi in cui la tradizione recita un ruolo determinante.

Le nostre letture ed un’attenta osservazione di quanto si muove nei settori legati all’Antropologia, alla Museologia e ad altre materie umanistiche, ci permise di conoscere le esperienze di alcuni ecomusei europei e italiani. Ciò,  stimolò l’interesse a conoscere meglio la portata di questa idea-progetto. Una ricerca attraverso la rete telematica  Internet ci consentì di entrare in contatto con Mondi Locali, la rete eco-museale che raccoglie numerosi ecomusei italiani.

Come il cacio sui maccheroni cogliemmo l’occasione di esplorare de visu tale mondo in occasione di un workshop della rete che si teneva a Dicembre 2009 presso l’Oasi di Ninfa(Lt). Vi partecipammo come rappresentanti di Dea Picena e avemmo modo di conoscere il panorama degli ecomusei italiani, sia quelli realmente attivi sia quelli in formazione oppure scarsamente attivi e magari non del tutto rispondenti ai criteri di un vero ecomuseo.

La nostra attenzione venne catalizzata da alcuni esponenti degli ecomusei più rappresentativi come quello delle Acque del Gemonese(Ud),del Vanoi(Tn),dei Terrazzamenti e della vite(At),e del Casentino(Ar).Sorse un’amicizia con i relativi coordinatori che nel tempo si è andata consolidando e che ci ha permesso di poter contare su una loro assistenza e collaborazione. Quasi un insegnamento a distanza. Nel frattempo abbiamo divorato di tutto dai libri alle esperienze concrete messe in rete e in un anno circa abbiamo bruciato le tappe per iniziare a divulgare tali tematiche, a livello pionieristico nella nostra realtà. Ricordiamo le facce perplesse di amministratori e operatori culturali per la difficoltà di comprendere tali concetti, non per la loro complessità, ma per la novità e per l’equivoco che forse un termine non del tutto appropriato(eco-museo)poteva ingenerare. Capimmo che era di fondamentale importanza fondare un’associazione dedicata all’uopo. Ed è così nacque Le Radici del futuro che mutuammo dal titolo di un libro straordinario scritto da Hugues De Varine un grande museografo francese, che per noi è stata una vera folgorazione perché, grazie all’inventore degli ecomusei, abbiamo chiarito e sposato la filosofia che anima tale realtà di pratiche virtuose.

A questo punto avevamo le carte in regola per presentarci di fronte a Enti e Istituzioni in una veste confacente ed adeguata. L’Incontro di Ninfa e il rapporto continuo con la rete di Mondi Locali alla quale demmo la nostra adesione, ci aveva dissipato ogni dubbio circa i referenti più attendibili a cui prospettare ipotesi di lavoro in tale direzione: Le amministrazioni locali e gli Enti come i Gal(gruppi di azione locale)che già esercitano un ruolo di progettazione sul territorio per il suo sviluppo. E appunto sul Gal Piceno, già contattato come Associazione Dea Picena, si indirizzarono le nostre attenzioni tanto che, in incontri istituzionali, facemmo conoscere le tematiche ecomuseali e la filosofia che le informa.

Onore quindi al Gal Piceno che seppe, con lungimiranza e sensibilità, raccogliere le nostre elaborazioni.

Già dal mese di Febbraio fummo in grado di presentare la proposta di progetto per l’Ecomuseo dell’Acqua e del Travertino” che in corso d’opera divenne Ecomuseo della Via Salutaria. L’Associazione conta oggi 20 soci circa, il resto è storia di questi giorni.

 

VERSO L’ECOMUSEO DELLA VIA SALUTARIA

Il percorso per la costituzione del primo ecomuseo nel  Piceno, è stato preceduto dalla individuazione di un territorio che potesse sommare in sé una serie di componenti di carattere storico-economico-ambientale. La ferma convinzione che l’asse viario conosciuto come Via Salaria, forse il più antico tra quelli che collegano Roma con il centro-sud italiano, fosse da privilegiare per le antiche origini e per l’economia storica del Piceno, ha consentito di localizzare nell’acquasantano un a prima propaggine dell’Ecomuseo della Via Salutaria, da noi così denominata in base ad una serie di indizi(acque termali, oligominerali ecc.)presenti nell’intero tracciato sino alle porte della capitale che ci rafforzano nella convinzione che la desinenza tematica ut si fosse persa nelle pieghe della storia generando per secoli una malintesa associazione “salina”, a nostro giudizio improponibile.

Il passo successivo è stato quello quindi, di coagulare in quella zona tutte le forze vitali dell’associazionismo attorno al nostro progetto, firmando il 13/05/2010 Il Protocollo di intesa per un Forum di Associazioni per l’istituzione dell’Ecomuseo della Via Salutaria nel Comune di Acquasanta Terme (AP) fra: Associazione Le Radici del Futuro, Associazione Terra delle Meraviglie, Circolo Stella della Laga, Associazione Turistica Pro Acquasanta Terme, Comunanza Agraria di Pito, Associazione Nazionale Alpini-Gruppo di Acquasanta Terme.

I contatti su espressi con Il Gal Piceno e la concomitante venuta nell’ascolano di una rappresentanza finlandese con lo scopo di prendere contatti con delle realtà italiane analoghe, per dare vita ad un Progetto di Cooperazione Transnazionale imperniato sullo scambio di esperienze e ricerche sulle tradizioni locali nei rispettivi Paesi, ci hanno permesso di stringere una solida amicizia con un territorio della Finlandia,Kainuu, dove abbiamo fatto conoscere le tematiche ecomuseali durante una nostra visita in quella realtà nel Febbraio del 2011 .Il grande interesse suscitato ci ha portato alla firma di una Lettera d’intenti per un  Progetto denominato Ecomuseo dalle Memorie al Futuro che il Gal Piceno presenta in questi giorni nella forma di Progetto di Cooperazione transnazionale. Esso, sarà imperniato per quanto riguarda la parte picena, sulla realizzazione di mappe di comunità nella Valle del Garrafo che sicuramente daranno un impulso notevole verso la realizzazione dell’’Ecomuseo della Via Salutaria.

 

 

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